UN'INIEZIONE DI VITALITÀ AL LATINO… PERCHÉ?

di Silvia Benatti
Sostenere l'utilità e la necessità dello studio del latino nei corsi scolastici che tradizionalmente lo prevedono non è un inutile accanimento terapeutico, ma il giusto atteggiamento per non impoverire la nostra cultura, anzi arricchirla di potenzialità di scambio e confronto nel dialogo sempre più ravvicinato e frequente con altre culture.
Latino e società attuale
Chi insegna latino vive sulla propria pelle il clima di disfattismo che fuori e dentro la scuola corrode le motivazioni dell'esistenza stessa di tale disciplina, almeno nei licei scientifici e nelle altre realtà scolastiche che non siano orientate in maniera specialistica allo studio della classicità. I mass media propongono sondaggi, annunciano con toni apocalittici l'ormai prossima sentenza di morte di tale insegnamento a seguito di riforme che dovrebbero orientare la preparazione scolastica alla formazione di cittadini adatti ad affrontare la realtà globalizzata, informatizzata, tecnologizzata (omologata) del mondo attuale. Così nella mentalità corrente pare una perdita di tempo lo scervellarsi dei nostri poveri ragazzi, nello studio mnemonico di declinazioni e coniugazioni, nell'analisi di regole e costrutti di una lingua considerata "morta", nella traduzione di testi ormai indecifrabili e dunque incomprensibili…
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Viviamo nell'epoca della post-verità?

Il lessema post-verità (che da qui in avanti chiameremo meno tecnicamente “parola” per comodità) è esploso nella nostra lingua a seguito della Brexit e più recentemente delle elezioni americane vinte da Trump: al 22 novembre 2016, ricercando con Google sulle pagine italiane del web, si contavano oltre 30.000 risultati (tenendo conto, oltre che di post-verità, anche delle variantipost verità e postverità). Si tratta di un adattamento dall’inglese post-truth (sul cui significato torneremo a breve) e non stupisce che le occorrenze della parola siano aumentate proprio in concomitanza di due eventi storici di rilievo entrambi di ambiente anglofono (dove la frequenza d’uso della parola nel 2016 è salita del 2000% rispetto al 2015).

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La parola del giorno

COSA SIGNIFICAA REFERENDUM

Ad referendum. 
Per riferire. - Espressione in uso nel linguaggio di cancelleria e diplomazia per indicare la riserva con la quale un agente o un negoziatore internazionale accetta, senza impegnare il proprio governo, proposte che non possono essere definitivamente accolte senza che il governo stesso sia interrogato al riguardo; sia il limite del mandato che il governo affida al proprio agente con l'incarico di trattare o negoziare ad referendum, ma non di dare risposta definitiva senza aver previamente informato e ottenuto l'assenso del proprio governo
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